Oggi si parla, nel settore immobiliare, di vero e proprio boom di Airbnb.
Dietro il boom c’è internet, che facilita in maniera straordinaria l’incontro tra domanda e offerta, in un modo impensabile fino a pochi anni fa.

A questo grande passaggio, che ha segnato il mercato immobiliare, si aggiunge, di contro, l’aumento di abitazioni sfitte, in vendita o inutilizzate. Il portale Airbnb, ad esempio, ha visto crescere gli annunci pubblicati dagli 8.126 del 2011 ai quasi 355 mila dell’anno scorso; ancora più importante il trend di crescita rispetto al 2016: pari ad un aumento del ben 53,9% su base annua.

 

Un fenomeno decisamente sottostimato…fino ad oggi!
Non ci sono dati ufficiali, ma a fronte dei 2,8 milioni di case date in locazione con il classico contratto “lungo”, sembra che una parte non trascurabile dei 5,4 milioni di case coinvolte nel mercato immobiliare delle locazioni, una buona parte di esse siano locate per brevi periodi nell’anno.

Il turismo cresce in maniera esponenziale e il settore immobiliare ne trae vantaggio: secondo l’Istat nel periodo 2010-16 gli arrivi nelle strutture alberghiere sono cresciuti quasi del 14%, mentre in quelle extra-alberghiere l’aumento è stato quasi del 38%, dove per strutture extra-alberghiere si intendono in primis le case vacanze.

 

I più recenti modelli di business nel settore immobiliare

Cambia l’approccio nei riguardi dei servizi di locazione degli immobili.

Sono stati infatti concepiti modelli che permettono a tutti di familiarizzare con il mondo degli affitti turistici; modelli di business interessanti anche per chi è già inserito nel settore immobiliare e vuole svilupparsi in questo segmento.

Gli ultimi modelli si rivolgono indubbiamente a un pubblico più esperto ma possono rappresentare fonte di grande ispirazione anche per chi nutre ambizioni di crescita.

Il Co-hosting, il Rental Pool e il Rent to Buy ne sono solo alcuni esempi.

Il Co Hosting prevede la fornitura di servizi di supporto al proprietario in cambio di una percentuale sugli affitti.

La tipologia di servizi può variare in base alle esigenze del proprietario: generalmente, si va dal 10% per i servizi di marketing e promozione, fino a 30% per il “tutto compreso” (pulizie, lavanderia, ecc.).

Il Rental Pool si basa sulla cooperazione di un gruppo di persone tesa a migliorare la redditività derivante dagli affitti, con il risultato di riuscire ad ottimizzare i costi di gestione nella messa a disposizione del proprio immobile.

Il Rent to Buy, infine, è la soluzione ideale per chi, ad esempio, non riesce a ottenere credito dalle banche. In sostanza si tratta di un affitto con patto di riscatto.

Esiste anche il “vuoto per pieno”, abbastanza sconosciuto nel mondo immobiliare fino a qualche anno fa. Questa tipologia contrattuale prevede che la società di rental management prenda in locazione l’immobile, impegnandosi per l’effetto a versare un canone di affitto al proprietario, e ciò prescindendo da quella che sarà l’occupazione dello stesso.

 

L’elenco di nuove varianti di locazione immobiliare sarebbe più lungo, ma basta già questa breve disamina per avere un ordine di idee assai ampio delle opportunità offerte ai titolari di immobili in alternativa alla classica locazione “lunga”, decisamente superata ormai.