Qualche giorno fa parlavo con il proprietario di un piccolo appartamento in Sicilia che mi raccontava di avere assegnato due denominazioni diverse per la pubblicazione del suo annuncio su Airbnb e Booking.

Sinceramente non comprendevo quale ragionamento guidasse questa strategia e dopo un po’ di indagine ho scoperto che il suo intento era quello di non fare sapere a Booking.com che su Airbnb stava affittando lo stesso immobile a tariffe piu’ basse. Booking.com ( ma non solo Booking) richiede al proprietario commissioni di agenzia piu’ alte rispetto ad Airbnb quindi sono molte le strutture che spesso aumentano le tariffe quando iniziano a promuoversi su altre piattaforme.

Booking specifica nelle pagine del suo sito che il prezzo offerto e’ il milgiore presente sul mercato (Miglior Prezzo Garantito) e si dice disposta a rimborsare le differenze di prezzo stabilendo criteri per ottenere il rimborso della differenza. Questa e’ una strategia di marketing che ha come scopo quello di convincere il cliente a prenotare presso l’agenzia, senza eseguire confronti con altri canali.

Fino ad Agosto del 2017 questa era anche era un’imposizione contrattuale sottoscritta dagli operatori che aderivano alla promozione della propria struttura all’interno della piattaforma.

Molti non sanno che Il provvedimento discusso a Montecitorio nell’ottobre del 2015 ha ottenuto, quasi all’unanimità, la cancellazione di questa clausola.

Nel mondo delle prenotazioni online questa novità rappresenta un cambiamento di rotta molto importante in quanto pone sicuramente fine a una lotta impari tra operatori e multinazionali del turismo.

Colossi come Booking ricevono oltre sette milioni di prenotazioni all’anno. La pressione sulla clausola di parity rate (la clausola si chiamava cosi’) è stata promossa dalla Federalberghi e aveva come finalità principale quella di consentire agli albergatori di proporre tariffe più convenienti all’interno del proprio sito internet o altre agenzie, via telefono e tramite email, senza l’obbligo di pagare ingenti commissioni alle Ota.

Ferderalberghi ha vinto e questa clausola ovviamente gioverà anche a tutto il settore extra alberghiero. Il provvedimento ha avuto una gestazione molto lunga, circa due anni, e finalmente ha adeguato il bel Paese agli altri attori europei che intervennero molto prima.

Nell’agosto del 2017 il disegno di legge è stato definitivamente approvato dal Senato nel medesimo testo già passato dalla Camera.

I primi a beneficiare dell’annullamento della clausola di Parity Rate saranno certamente i consumatori. Molti viaggiatori, infatti, non sapevano che quando il portale garantiva il miglior prezzo, in realtà stava proibendo all’albergo o alla struttura ricettiva di offrire una tariffa migliore.

Il mercato delle prenotazioni online vale oltre quattro miliardi e anche la tua struttura può conquistare la libertà tariffaria diversificando i prezzi e consentendo ai viaggiatori di prenotare la tua struttura senza pagare commissioni e maggiorazioni. Come? Si tratta di costruire una piramide dei prezzi e iniziare a fare promozione diretta attraverso il proprio sito internet, le pagine dei social e i metamotori.

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Autore: Andrea Angius – Fondatore del marchio Holiplanet – Affitti A Breve