Hai in programma una visita di poche ore, ma non hai idea di quali siano le 5 cose da vedere assolutamente a Fermo?

Seguimi in queste poche righe perché te le svelo io.

Se sei in città per lavoro, per studio o per piacere e hai poco tempo da dedicare alla visita della città di Fermo? Eccoti una lista delle 5 cose da vedere assolutamente prima di andartene.

  1. PIAZZA DEL POPOLO

    Il cuore pulsante della città. Offre uno spettacolo di rara bellezza e rigore architettonico in cui s’inseriscono alcune delle più significative strutture della città; Palazzo dei Priori, Palazzo degli Studi e Palazzo Arcivescovile. Una sua prima configurazione si ebbe nel 1442; fu poi completata nel 1528 con l’armonioso Loggiato di San Rocco. Il Palazzo degli Studi ospita la Biblioteca Civica, la più ricca delle Marche. Al suo interno conserva 128 codici, più di 400.000 volumi e 18.000 cinquecentine, risalenti al XVI secolo. Questo Palazzo si collega tramite una loggetta al Palazzo dei Priori, sede della Pinacoteca Civica e della sezione archeologica Picena. Edificato nel 1296, ospita sulla facciata una statua di Papa Sisto V realizzata dal Sansovino. La Pinacoteca raccoglie opere che vanno dal medioevo fino al XIX secolo; di notevole importanza “L’Adorazione dei Pastori” di Rubens. Nella Sezione Archeologica Picena si trovano i reperti della Fermo pre-romana.

  2. SALA DEL MAPPAMONDO

    Collocata all’interno del Palazzo dei Priori, fu realizzata per volere del cardinale fermano Decio Azzolini. Al suo interno sono sistemati i libri della sua biblioteca e quelli di Paolo Ruffo. Interamente rivestita in legno, con scaffalature in noce e numeri romani per identificarle, soffitto in abete e antichissime poltrone. La collezione in essa presente comprende circa 3.000 manoscritti, 127 codici e 300.000 volumi. Tra questi 681 incunaboli, più di 15.000 edizioni del Cinquecento, 23.000 edizioni in raccolte, numerosi esemplari del Sei e Settecento e stampati musicali. Inoltre raccoglie più di 800 testate di riviste storiche, 5.000 disegni e 6.500 incisioni, monete e cimeli di diversa natura. Ma il simbolo per eccellenza di questa tanto meravigliosa quanto suggestiva sala è l’imponente Mappamondo. Il globo fu disegnato dall’Abate Amanzio Moroncelli nel 1713. La struttura lignea del mappamondo è opera di Filippantonio Morrone. Il rivestimento esterno è in carta Reale di Fabriano.

  3. TEATRO DELL’AQUILA

    A pochi passi dalla piazza, impossibile non fare una visita allo splendido Teatro dell’Aquila, aperto nel 1790 e da più di 200 anni uno dei poli principali dell’attività culturale della regione. Presenta 124 palchi su cinque ordini a cornice della platea e può ospitare fino a 1000 spettatori. Di pregio il dipinto del soffitto; pittura a tempera di Luigi Cochetti, allievo del Minardi. Raffigura i Numi dell’Olimpo con Giove, Giunone, le tre Grazie e le sei Ore notturne danzanti, intenti ad ascoltare il canto di Apollo. Al centro del soffitto risplende l’enorme lampadario a 56 bracci in ferro dorato e foglie lignee ordinato a Parigi e all’epoca alimentato a carburo. Notevole anche il sipario, anch’esso opera del pittore Cochetti, e raffigurante Armonia che consegna la cetra al genio fermano. Il palcoscenico di circa 350 metri quadrati e l’acustica perfetta ne fanno una delle sale storiche più prestigiose d’Italia.

  4. IL GIRFALCO

    Proseguendo lungo la salita in cui si trova il Teatro è possibile raggiungere il punto più alto della città di Fermo, Il Girfalco, posto sulla cima del colle Sabulo. Da qui si aprono su diversi lati paesaggi mozzafiato che spaziano dal Monte Conero al Mare Adriatico. Nelle giornate limpidissime è possibile scorgere le coste croate. All’interno del parco trovano spazio diversi monumenti e luoghi d’interesse come la bianchissima Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. La fontana costruita nei primi del Novecento per celebrare l’acquedotto; infine Villa Vinci, ora proprietà privata con un immenso giardino, ma che per due secoli ospitò il Convento dei Cappuccini. La grande protagonista di questo parco resta comunque la Natura; pini, cedri del Libano e lecci sono solo alcuni degli esemplari che è possibile ammirare passeggiando liberamente.

  5. CISTERNE ROMANE

    Tornando in piazza, a pochi passi si raggiunge via degli Aceti, dalla caratteristica pavimentazione in laterizio con palazzi solenni. Qui si ha l’ingresso tardo medievale delle Grandi Cisterne Romane, considerate un patrimonio dell’arte idraulica di età augustea. Quasi certamente vennero realizzate come risposta ad un’esigenza idrica che altrimenti non si sarebbe potuta soddisfare. L’interno è costituito da trenta camere ripartite in tre file, ognuna delle quali presenta una muratura rivestita con cocciopesto che, come scrive l’ideatore Vitruvio, veniva utilizzato per la fabbricazione di piscine termali, acquedotti e, appunto, cisterne.

Uscendo dalle Cisterne, mentre passeggerete per i vicoli per lasciare questa città, un senso di malinconia vi avvolgerà. Non vorrete andarvene per poter scoprire altri aspetti affascinanti di questa città e del suo territorio. In questo caso sarai nostro gradito ospite. Infatti, sparsi per tutto il territorio comunale e i suoi dintorni, potete trovare numerosi b&b, agriturismi, case vacanza e appartamenti per le vacanze per passare momenti di relax e tranquillità. In caso contrario, nessuna paura, la città di Fermo vi aspetterà per accogliervi ancora e mostrarvi tutta la sua bellezza.